Teleriscaldamento: ulteriore attesa?

Pubblichiamo di seguito un recente articolo di Roberto Martinotti che esprime le proprie preoccupazioni relative al progetto teleriscaldamento.

 

Teleriscaldamento a Carona! Alle calende...

 

Molti cittadini di Carona, ancor prima di aggregarsi con Lugano, avevano trovato molto attrattiva la proposta dalle AIL SA in collaborazione con il vecchio Municipio di allacciare le abitazioni del nucleo con un teleriscaldamento a cippato di legno. Sistema di riscaldamento collettivo che poteva venir utilizzato da chi lo desiderava e da chi vedeva in questo nuovo sistema la miglior soluzione per non dipendere da vecchi ed inquinanti sistemi ad energia fossile, destinati a lungo andare a diventare mezzi cari, inquinanti e non più attrattivi.

 

Si era dunque passati alla firma di un pre-contratto tra cittadino e AIL SA, alfine di garantire un numero sufficiente di allacciamenti, per rendere l’opera, anche da parte dalle AIL SA, attrattiva a livello di costi e ricavi. L’idea del teleriscaldamento è già tuttora utilizzata e sfruttata da parecchi comuni del nostro Cantone, con grande soddisfazione dei fruitori del servizio.

 

A Giubiasco, ad esempio, con un teleriscaldamento utilizzando i rifiuti domestici già in fase esecutiva permette di risparmiare cinque milioni di litri di gasolio all’anno, con una riduzione notevole di immissioni di Co2. Non si andava dunque ad inventare l’acqua calda ma si seguiva un’esperienza intelligente utilizzata e gradita da altri.

Il problema che si pone ora a Carona è quello di trovare un’ubicazione adatta alla realizzazione della centrale termica. Se inizialmente si era prevista la realizzazione della centrale conglobata in uno dei due autosili previsti a Carona, dopo il ricorso vinto da un cittadino tutto è da riconsiderare. Il Municipio di Lugano aveva trovato un’alternativa valida, di facile realizzazione e di rapida soluzione, spostando la Centrale termica sul sedime della piscina di Carona. Li non arrecherebbe danno a nessuno. I camion preposti al trasporto del cippato potrebbero, se ben distribuiti e calibrati (un camion ogni due giorni), non dare disturbo particolare nel riempimento dei container.

 

Non credo che potrebbero esserci delle ripercussioni negative sul cimitero vicino e neppure alla Chiesa della Santa Marta ubicata sulla sommità della piccola collida adiacente. Va ricordato tra l'altro che più di trenta famiglie hanno ricevuto una proroga per la sostituzione del loro bruciatore a nafta diventato orami obsoleto. Famiglie già allacciate al possibile e auspicato teleriscaldamento ma vincolate da una pendenza che potrebbe veder loro obbligati a cambiare il bruciatore, alfine di adeguarsi alle nuove normative in fatto di emissioni nocive. Con ansia aspettano il via libera per la realizzazione del teleriscaldamento che eliminerebbe la necessità di un investimento privato di parecchie decine di migliaia di franchi.

 

Il teleriscaldamento darebbe loro la possibilità di non effettuare questo oneroso intervento. Un nuovo ricorso dell’ultima ora, purtroppo, sta nuovamente rallentando il processo di realizzazione definitiva dell’infrastruttura. I cittadini del nuovo quartiere di Carona aspettano con ansia che il Municipio di Lugano faccia pressione alfine di trovare una rapida soluzione e che riesca a dipanare l’attuale nuovo brusco arresto alla messa in opera di questo intelligente, ecologico e democratico mezzo di riscaldamento. Ogni tanto bisognerebbe anche essere capaci di dare il via libera alle innovazioni proposte altrimenti il progresso farebbe costantemente marcia sul posto.

 

Roberto Martinotti

Segretario PS-Lugano

Candidato GC Partito Socialista

 

Articolo pubblicato su Ticinonews 24 marzo 2015

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